Eliminare i profitti dal bene comune acqua
(Abrogazione dell’art. 154 del D.lgs 152/06)
«Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?»
COSA VUOL DIRE?
Con questo refrendum si intende eliminare i profitti conseguiti attraverso lo sfruttamento del bene comune acqua. Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si eliminerebbe il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici, avviando l’espropriazione alle popolazioni di un bene comune e di un diritto umano universale.
PER APPROFONDIRE
Leggi il documento Invertire la rotta. Per un governo pubblico dell’acqua.
Si tratta della relazione introduttiva ai quesiti referendari a cura di Gaetano Azzariti (ordinario di diritto costituzionale Università di Roma La Sapienza), Gianni Ferrara (emerito di diritto costituzionale Università di Roma La Sapienza), Alberto Lucarelli (ordinario di diritto pubblico Università di Napoli Federico II), Ugo Mattei (ordinario di diritto civile Università di Torino), Luca Nivarra (ordinario di diritto civile Università di Palermo) e Stefano Rodotà (emerito di diritto civile Università di Roma La Sapienza).